Garante della privacy e vaccinazioni obbligatorie. Cosa c’è da sapere in merito

Garante della privacy e Vaccinazioni Obbligatorie – Cosa devi assolutamente sapere.

Il Garante della Privacy ha adottato un provvedimento urgente per consentire il trattamento dei dati personali sensibili dei bambini in materia di vaccini non previsto (il trattamento dei dati personali) dalla tanto discussa norma sui vaccini.

Ovviamente in questo mio breve scritto non entrerò in merito all’obbligatorietà dei vaccini ed alla correttezza della norma e spero che anche chi legge si soffermi sugli aspetti giuridici della privacy e non della legge di obbligatorietà dei vaccini. Infatti, io sono un esperto di Privacy e non di medicina.

Il Garante della Privacy è dovuto intervenire in materia in quanto il legislatore si è dimenticato di normare il trattamento di dati sensibili riguardanti i vaccini.

Come pochi sanno, il trattamento di dati sensibili – e soprattutto il trattamento dei dati relativi alla salute – può essere fatto solo se autorizzato da una specifica norma di legge.

Per cui il Garante, su richiesta di soggetti pubblici, ha evidenziato quanto segue:

• Le scuole – sia quelli pubbliche, sia quelle private – e i servizi educativi per l’infanzia possono trasmettere l’elenco degli iscritti alle aziende sanitarie territorialmente competenti. Tali elenchi potranno essere usati per l’attività di verifica delle singole posizioni e per l’avvio delle procedure previste (ad esempio la convocazione dei genitori), nonché per la pianificazione delle attività necessarie a mettere a disposizione dei genitori la documentazione prevista dal decreto.

• Il Garante ricorda che le aziende sanitarie, di propria iniziativa, al fine di semplificare le procedure possono già inviare alle famiglie i certificati o altre attestazioni vaccinali per consegnarli alle scuole, senza dover aspettare che siano i genitori stessi a richiederli, nonché inviare altre comunicazioni relative agli obblighi vaccinali, anche a seguito di accordi con gli istituti scolastici.

Quindi le scuole ora possono comunicare sia con le aziende sanitarie e sia, soprattutto, con i genitori, in modo da sgravare burocraticamente gli stessi genitori dagli adempimenti previsti e dalle varie comunicazioni necessarie.

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